Lezione 23 La navigazione notturna

Introduzione
Nel corso di una navigazione d’altura in vista o meno della costa, avvicinandosi il tramonto si dovrà predisporre il passaggio all’assetto di navigazione notturna con l’adozione di una serie di accorgimenti mirati ad un’adeguata condotta della navigazione e più in generale mirati alla sicurezza dell’equipaggio, della propria imbarcazione e degli altri natanti.
La condotta della navigazione in ore notturne deve essere preparata in ogni suo aspetto in modo che, per quanto possibile, nessuna situazione possa essere imprevista.

Il passaggio alla navigazione notturna può riguardare:

- la navigazione in alto mare fuori vista della costa
- la navigazione in fase d’avvicinamento alla costa e con eventuale intenzione d’avvicinamento ed entrata in un porto o sorgitore
- l’uscita da un porto o sorgitore.

In questa fase preparatoria, ogni possibile situazione deve essere esaminata, tenendo conto che spesso la “tabella di marcia” può subire ritardi ed quindi è necessario esser pronti ad un avvicinamento alla costa in ore notturne anche quando non lo si era programmato.

Un sintetico riepilogo dei vari aspetti che riguardano la navigazione notturna comprende:

- assetto dell’imbarcazione
- incontri notturni
- avvicinamento alla costa
- riconoscimento dei fari
- navigazione in vista di costa

Preparazione alla navigazione notturna

Con l’approssimarsi della navigazione notturna, con particolare riferimento ad una imbarcazione a vela, sono necessari i seguenti provvedimenti riguardanti :

Organizzazione e sicurezza imbarcazione

Avvicinandosi il tramonto, è necessario predisporsi con sufficiente anticipo alla navigazione notturna.
In generale in quelle stesse ore si sta preparando anche la cena (stato del mare permettendo, altrimenti l’alternativa è un frugale spuntino) che è uno dei momenti più piacevoli della giornata, ma impegna i destinati nella preparazione del pasto e nel riassetto della cucina.
Insieme a queste impegnative attività, si devono svolgere altre varie incombenze che riguardano l’assetto dell’imbarcazione, la preparazione del “tavolo di rotta” e della documentazione nautica.
E’ bene che la cena termini prima del tramonto in modo che la squadra che svolgerà il primo turno di notte, abbia già cenato e si possa dedicare senza altre distrazioni alla navigazione ed alla condotta dell’imbarcazione, già pronta ed in assetto per la navigazione in ore notturne. Anche per non disturbare le ore di riposo, è bene arrivare all’ora del tramonto con le batterie completamente cariche; se l’andatura è a vela, la carica delle batterie è opportuno farla prima della preparazione della cena (rumore, vibrazioni, calore in cabina che potrebbero render la vita un po’ più difficile ai volenterosi “cucinieri”). Nel frattempo è d’obbligo un accurato controllo generale di tutte le saracinesche delle prese d’acqua a mare e delle sentine e della chiusura di tutti gli oblò. Se l’imbarcazione è dotata di dissalatore per l’acqua dolce, meglio attivarlo in ore diurne ed in fase di carica delle batterie.

Assetto dell’imbarcazione

Se non si è in regata, è consigliabile ridurre adeguatamente la velatura, in relazione alla situazione meteo (in ore notturne è minore la possibilità di percepire i cambiamenti del tempo), alla minore visibilità in coperta, al minor numero di gente pronta alla manovra ed ai pericoli intrinseci durante le manovre notturne.
Meglio un po’ di velocità in meno a vantaggio della sicurezza, anche per limitare le difficoltà e l’affaticamento della guardia notturna in coperta. Le varie cime e manovre in coperta devono essere rassettate, assicurando le parti mobili. Devono essere messe a disposizione della guardia in coperta un binocolo e le luci portatili necessarie in manovra. Controllare anche l’efficienza delle luci fisse per l’illuminazione della coperta quando si manovra. Si provvede al controllo delle attrezzature di sicurezza (fumogeni e segnali luminosi di emergenza) e del salvagente con boetta luminosa. Le draglie a scorrimento prora-poppa per le cinture di sicurezza devono essere messe in opera. Luci interne della cabina spente per non condizionare la capacità visiva della guardia; il tavolo di rotta deve disporre di una luce graduabile di tonalità rossa per consentire un rapido adattamento alla visione notturna per chi si sale in coperta. Tutte le luci esterne, tranne i fanali di navigazione devono essere spente. Accorgimento necessario anche per mostrare ad altre unità solo i fanali di navigazione, ad evitare possibili confusioni nell’interpretazione della nostra andatura. Mantenere l’assetto di guardia radio sul canale UHF 68 di emergenza e di primo contatto, ma evitare tassativamente di utilizzarlo per comunicazioni che non riguardino l’immediata sicurezza, ricorrendo agli altri canali consentiti per le comunicazioni non urgenti con altri natanti.
Controllare che il risponditore radar sia in posizione ed integro sull’alberatura.

Sicurezza equipaggio

In relazione alle condizioni meteorologiche il personale in coperta deve indossare la cintura di sicurezza ed eventualmente il salvagente autogonfiabile individuale. In particolare coloro che si recano in coperta per minori esigenze fisiologiche, devono essere autorizzati dalla guardia in coperta, che li deve controllare visivamente se escono dal pozzetto; se le condizioni del mare sono cattive, meglio rinunciare ed usare i bagni interni. Il recupero di un uomo a mare, già impegnativo sotto vela in ore diurne, diventa molto difficile in ore notturne. Il capo guardia dovrà riepilogare, insieme ai componenti della guardia, i compiti individuali da svolgere in caso di uomo a mare.
Se si dispone del GPS rivedersi le modalità da attuare per memorizzare immediatamente la posizione di “uomo a mare”.

Attenzione a non abusare dei sistemi di governo automatico in ore notturne: la stanchezza e l’assuefazione sono subdole nemiche di un attenta condotta dell’imbarcazione in sicurezza.

In ogni caso è indispensabile che la guardia notturna in coperta sia sempre composta da almeno due membri dell’equipaggio.

Il responsabile dell’imbarcazione (Comandante = skipper) deve comunque valutare l’opportunità della sua presenza, in relazione alle condizioni meteorologiche, alla difficoltà della navigazione, alla stanchezza ed esperienza dei componenti della guardia, all’opportunità di risparmiarsi dall’affaticamento per conservare in ogni situazione la propria efficienza a garanzia della migliore condotta e sicurezza dell’imbarcazione.

Aspetti meteorologici e predisposizione della documentazione nautica

Il “navigatore, “primo attore” della previsione meteorologica, nel prepararsi al passaggio alla navigazione notturna, fa il punto di situazione e predispone l’ascolto dei bollettini delle stazioni costiere (Meteomar). E’ opportuno registrare (ad esempio sul giornale di bordo) i bollettini ricevuti, per poter valutare nel tempo l’andamento e le variazioni delle successive previsioni. Nel caso, ormai non più raro, che l’imbarcazione abbia un collegamento satellitare, ci si potrà avvalere dei servizi meteo via internet. Il “navigatore” deve predisporre il tavolo di rotta (carte, documentazione, strumentazione) in modo che la guardia vi possa accedere trovandovi i soli documenti nautici e le carte necessarie per quel tratto di navigazione, riponendo le altre carte e documenti non più utilizzati o da utilizzare in seguito. Riportare a matita sulle carte le indicazioni per il passaggio alla carta successiva; è opportuno stilare anche un promemoria sugli aspetti peculiari della fase di navigazione in atto. Il portolano e l’elenco dei fari devono a portata di mano, con appositi richiami alle pagine di possibile interesse. Evidenziare sulle carte i fari che verranno utilizzati, riportandone a matita le caratteristiche essenziali, previa consultazione dell’Elenco dei fari.

 

 

Nell’indicare i cerchi di portata tenere conto della portata geografica in relazione all’altezza del faro sul L.M. e dell’occhio dell’osservatore (vedi lezione n° 9 paragrafo 1.9.3). Nell’esempio di figura 1 sono indicate, secondo la consuetudine, solo le caratteristiche essenziali dei fari tra quelle riportate sull’Elenco dei fari: la caratteristica della luce (lampo/luce intermittente/occlusione e durata del periodo). In questa fase di preparazione, si devono valorizzare le annotazioni, già messe in evidenza dallo studio del Portolano e degli Avvisi ai naviganti svolto durante la preparazione della navigazione. Calcolare e mettere in evidenza l’ora del tramonto e del sorgere del sole. Se la fase lunare è favorevole evidenziare anche le ore di migliore visibilità notturna per effetto dell’illuminazione lunare. Indicare sulla carta e/o sul giornale di navigazione quando essere chiamati se vi saranno condizioni che richiedono la presenza del “navigatore” (ad esempio l’atterraggio e l’avvicinamento ad un passaggio difficile).

Fanali di via

Accendere i fanali di via al tramonto e spengerli al sorgere; è buona norma provarli anticipatamente in ore diurne per aver il tempo per eventuali riparazioni.
Predisporre comunque, per un pronto reperimento, i fanali di via portatili di emergenza. I settori di visibilità dei fanali di navigazione sono  di seguito descritti:

- per le andature a vela (rosso, verde e bianco di coronamento),
- per andature a motore o miste (allineamento bianco, rosso, verde e bianco di coronamento)

Incontri notturni

Nel corso della navigazione deve essere prestata la massima attenzione a tutti gli oggetti esterni che possono trovarsi sulla rotta dell’imbarcazione:

- navi
- altre imbarcazioni
- battelli da pesca e segnali di reti
- fari ed altri segnalamenti
- possibili ostacoli senza illuminazione

Può essere utile suddividere tra i membri della guardia i settori di sorveglianza. Si riportano di seguito sinteticamente le condizioni di avvistamento dei fanali di navigazione delle unità in moto. La figura 3 è riferita alle luci che contraddistinguono le imbarcazioni:

 

Analogamente nella successiva figura 4, ecco come appaiono le luci di navigazione delle navi:

Al di là degli esempi schematici sopra riportati, ricordiamo che le “Norme internazionali per la prevenzione degli abbordi in mare”, forniscono il riferimento per le caratteristiche dei fanali di via di ogni tipo di natante. In base a tali norme, la corretta interpretazione delle luci di navigazione degli altri natanti in mare, consente di valutare rapidamente la posizione ed il reciproco movimento relativo  al fine della comune sicurezza in accordo con la normativa citata. Fare particolare attenzione alle grandi navi mercantili e passeggeri; spesso queste navi non sono oscurate a poppavia dei fanali di navigazione rosso e verde, anzi sono in generale una vera e propria luminaria di luci bianche e gialle (il regolamento non lo vieta). Ciò può dar luogo a difficoltà nel distinguere prontamente i fanali di navigazione. Analoga difficoltà è costituita dalle luci dei pescherecci, che possono rendere difficoltosa la corretta interpretazione delle loro luci di navigazione per il fatto che hanno grossi fanali bianchi per l’illuminazione della zona di lavoro e di recupero delle reti. Le navi militari si distinguono perché sono del tutto oscurate, a meno dei regolamentari fanali di navigazione. Ancora una volta pare opportuno ribadire che l’assoluto oscuramento di ogni luce in coperta ci consentirà di disporre al meglio delle nostre capacità visive notturne e nello stesso tempo faciliterà gli altri natanti nel distinguere correttamente i nostri fanali di navigazione. Procedendo a vela, se si ha il dubbio che un natante in avvicinamento non abbia correttamente interpretato la situazione ed in particolare la nostra andatura, può essere utile illuminare con una lampada a mano per brevi periodi le nostre vele e così meglio chiarire la situazione

Avvicinamento alla costa e riconoscimento dei fari

Con il tramonto del sole lo scenario della navigazione muta notevolmente e, se in vista di costa, quel che si potrà vedere è limitato alle luci della costa stessa e dei segnalamenti marittimi entro la loro portata luminosa. La prima necessità è quella di distinguere i fari tra le luci della costa e riconoscerli in base alle loro caratteristiche, già evidenziate durante la preparazione della navigazione notturna. In base alla posizione stimata, possiamo prevedere il rilevamento di avvistamento dei fari in portata; ogni faro ha la propria caratteristica di emissione della luce, che potremo riconoscere muniti di contasecondi ed eventualmente di binocolo. Talvolta le luci della costa, soprattutto in prossimità di aree industriali e grandi città possono rendere difficoltosa questa fase; le caratteristiche e la luminosità dei fari sono opportunamente  caratterizzate per facilitare tale compito. Naturalmente la disponibilità del sistema di navigazione satellitare, fornendoci puntualmente la nostra posizione, rende più facile anche questa fase di riconoscimento. Avvicinandosi alla costa dall’alto mare si cominceranno a vedere per primi i fari di atterraggio, caratterizzati da una maggiore portata (maggiore di15 miglia). Sull’Elenco dei fari è riportata la portata luminosa “nominale” di ogni faro e talvolta la portata geografica, che tiene conto della curvatura della Terra e della rifrazione atmosferica, calcolata in base all’altezza (E) della luce del faro sul livello del mare ed all’altezza media (e) della plancia delle navi. Su un’imbarcazione l’altezza dell’occhio dell’osservatore (e) è molto minore della corrispondente altezza su una nave e perciò la portata geografica effettiva D è minore e può essere calcolata come già detto in precedenzaSe la portata geografica è minore della portata luminosa, avvicinandosi al limite di portata si inizierà ad avvistare il fascio luminoso (le cosiddette “sciabolate”) ma non la luce del faro; già in questa fase si può effettuarne il riconoscimento. Avvicinandosi ulteriormente entro la portata geografica si avvisterà anche la luce puntiforme del faro che potrà esser quindi utilizzata per prenderne il rilevamento, iniziando a riportare sulla carta i luoghi di posizione ed avviare il carteggio. La diminuzione di portata luminosa di un faro in funzione della visibilità meteorologica, può essere stimata mediante un apposito grafico riportato sull’Elenco dei fari.

Navigazione in prossimità di costa

Avvicinandosi alla costa, si cominciano ad avvistare anche i fari minori ed i fanali delle aree portuali, dei passaggi ristretti e delle aree di pericolo. Le luci delle città, delle aree industriali e delle navi alla fonda complicano un po’ l’avvistamento ed il riconoscimento, richiedendo una certa attenzione nel seguire la situazione. Quando vi sono pericoli per la navigazione i fari possono avere settori colorati (in genere rosso) per segnalarne la presenza (vds fig 1); entrando in tali settori si dovrà valutare attentamente la rotta più opportuna da assumere per evitare il pericolo segnalato. Il carteggio sulla carta nautica, fortunatamente oggi molto aiutato dalla disponibilità del navigatore satellitare, diviene uno strumento indispensabile per valutare ed accertare il corretto procedere della navigazione verso la nostra meta. Esso viene condotto integrando sulla carta tutte le informazioni che via via si rendono disponibili, sotto forma di vari luoghi di posizione (punti nave, rilevamenti ottici, scandaglio, distanze radar,……..) consentendoci di verificare l’effettivo percorso dell’imbarcazione, riportarne sulla carta la posizione effettiva, prevedere l’andamento successivo e valutare al meglio le variazioni degli elementi del moto che ci consentiranno di continuare la navigazione in sicurezza.

 

 




 

 


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